Si tratta di un sistema di gestione, chiamato in informatica sistema informativo, che integra tutti i processi di business rilevanti di un'azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità etc.) Con l'aumento della popolarità dell'ERP e la riduzione dei costi per l'ICT (Information and Communication Technology), si sono sviluppate applicazioni che aiutano i business manager ad implementare questa metodologia nelle attività di business come: controllo di inventari, tracciamento degli ordini, servizi per i clienti, finanza e risorse umane.
La prima versione dell'ERP metteva in collegamento diretto le aree di gestione contabile con l'area di gestione logistica (magazzini ed approvvigionamento); successivamente si sono iniziate ad implementare le relazioni interne anche con le aree di vendita, distribuzione, produzione, manutenzione impianti, gestione dei progetti ecc.
Da evidenziare anche la crescita, sullo scenario nazionale, di ERP tutti italiani che garantiscono la gestione completa degli adempimenti contabili e fiscali rispetto alla complessa normativa italiana; questi ERP a differenza dei leader dello scenario internazionale si calano in maniera più precisa nel "modus operandi" dell'azienda italiana con conseguente minor sforzo di adattamento alle procedure delle aziende che li adottano.
A tutt'oggi i moderni sistemi di ERP coprono tutte le aree che possano essere automatizzate e/o monitorate all'interno di un'azienda, permettendo così agli utilizzatori di operare in un contesto uniforme ed integrato, indipendentemente dall'area applicativa.
I sistemi ERP hanno avuto tassi di crescita molto elevati alla fine degli anni ’90. I grandi produttori (SAP, Oracle, Infor con LN-Baan e LX-BPCS, Peoplesoft, JD Edwards, Baan, Query, Computer House) dominano il mercato delle multinazionali e grandi imprese nazionali.
Hanno minor penetrazione (20%) fra le PMI, dove è invece importante il ruolo dei produttori locali (con oltre 40.000 aziende clienti, Zucchetti è il primo Indipendent Software Vendor in Italia,).
CRM
Il concetto di Customer relationship management (termine inglese spesso abbreviato in CRM) o Gestione delle Relazioni coi Clienti è legato al concetto di fidelizzazione dei clienti.
Il CRM si spinge sostanzialmente secondo quattro direzioni differenti e separate:
L'acquisizione di nuovi clienti (o "clienti potenziali")
L'aumento delle relazioni con i clienti più importanti (o "clienti coltivabili")
La fidelizzazione più longeva possibile dei clienti che hanno maggiori rapporti con l'impresa (definiti "clienti primo piano")
La trasformazioni degli attuali clienti in procuratori, ossia consumatori che lodano l’azienda incoraggiando altre persone a rivolgersi alla stessa per i loro acquisti
L'errore più comune in cui ci si imbatte quando si parla di Customer Relationship Management è quello di equiparare tale concetto a quello di un software. Il CRM non è una semplice questione di marketing né di sistemi informatici, bensì si avvale in maniera sempre più massiccia, di strumenti informatici o comunque automatizzati, per implementare il management. Il CRM è un concetto strettamente legato alla strategia, alla comunicazione, all'integrazione tra i processi aziendali, alle persone ed alla cultura, che pone il cliente al centro dell'attenzione sia nel caso del business-to-business sia in quello del business-to-consumer.
Le componenti strutturali di una strategia di CRM sono:
- Analisi e gestione della relazione con i clienti: contatto con i clienti e analisi dei bisogni attraverso molteplicità di strumenti come mailing, lettere, telefonate, SMS, eccetera. Il contatto è fondamentale se si vuole mappare ogni singolo cliente per poi organizzare tutte le informazioni raccolte in un database strutturato. Queste informazioni sono preziose in quanto permettono di conoscere, e, se possibile, anticipare le esigenze del cliente.
- Lo sviluppo di contenuti e servizi personalizzati: i dati raccolti vengono gestiti per elaborazioni statistiche utili a segmentare i clienti in specifiche scale. Una volta organizzati, è possibile procedere con l'analisi dei dati per sviluppare una comunicazione e un'offerta commerciale e personalizzata.
- L'infrastruttura informatica: attivazione di strumenti informatici che aiutano in questo processo di gestione del cliente.
DATAMINING
E' il processo di estrazione di conoscenza da banche dati di grandi dimensioni tramite l'applicazione di algoritmi che individuano le associazioni "nascoste" tra le informazioni e le rendono visibili.
In altre parole, col nome data mining si intende l'applicazione di una o più tecniche che consentono l'esplorazione di grandi quantità di dati, con l'obiettivo di individuare le informazioni più significative e di renderle disponibili e direttamente utilizzabili nell'ambito del decision making.
L'estrazione di conoscenza (informazioni significative) avviene tramite individuazione delle associazioni, o "patterns", o sequenze ripetute, o regolarità, nascoste nei dati. In questo contesto un "pattern" indica una struttura, un modello, o, in generale, una rappresentazione sintetica dei dati.
Il termine data mining è utilizzato come sinonimo di knowledge discovery in databases (KDD), anche se sarebbe più preciso parlare di knowledge discovery quando ci si riferisce al processo di estrazione della conoscenza, e di data mining come di una particolare fase del suddetto processo (la fase di applicazione di uno specifico algoritmo per l'individuazione dei "patterns").
Gli algoritmi di data mining sono stati sviluppati per far fronte all'esigenza di sfruttare il patrimonio informativo contenuto nelle grandi raccolte di dati che abbiamo a disposizione.
Avere dati non è infatti più un problema (basta pensare alla ricchezza delle sorgenti di dati accessibili su Web o attraverso Data Warehouse aziendali), il problema è cercare di utilizzarli, estrarne le informazioni. Spesso i dati, sia che si riferiscano all'attività giornaliera dell'azienda (o dell'ente), sia che si riferiscano alla clientela (o all'utenza), sia che si riferiscano al mercato o alla concorrenza, si presentano in forma eterogenea, ridondante, non strutturata. Tutto ciò fa sì che solo una piccola parte venga analizzata.
D'altra parte la rapida evoluzione del mercato richiede rapidità di adattamento. In questo contesto riuscire a sfruttare la potenziale ricchezza di informazioni che abbiamo a disposizione costituisce un enorme vantaggio.
Per fare ciò è necessario disporre di strumenti potenti e flessibili. La grande quantità di dati e la loro natura eterogenea rende infatti inadeguati gli strumenti tradizionali. Questi si dividono in due tipi: strumenti di analisi statistica e strumenti tipici di interrogazione di banche dati (data retrieval). Per quanto riguarda i primi, le difficoltà nascono dal fatto che:
Difficilmente operano su grandi quantità di dati (richiedono operazioni di campionamento con conseguente perdita di informazioni)
Spesso richiedono valori di tipo quantitativo (mentre i prodotti venduti, le caratteristiche della clientela, ecc..., sono dati di tipo qualitativo)
Non gestiscono i valori mancanti
Richiedono personale tecnico sia per il loro utilizzo che per l'interpretazione dei risultati
Gli strumenti di data mining nascono dall'integrazione di vari campi di ricerca: statistica, "pattern recognition", machine learning, e sono stati sviluppati indipendentemente dai database, per operare su dati "grezzi". Recenti sviluppi vedono una sempre maggiore integrazione tra strumenti di data mining (visto come una query avanzata) e databases.
Intersecando i due insiemi otteniamo una zona condivisa (verde) e due aree separate (gialla e azzurra), i diversi tipi di join si occupano di selezionare queste aree estrapolando diversi gruppi di risultati.






Il report ha il compito di rappresentare graficamente i dati. Le rappresentazioni possono essere effettuate attraverso tabelle, grafici, cruscotti, chart.



Utilizzando il menu "visualizza" è possibile visualizzare la SQL, cioè il linguaggio informatico sottostante ai comandi fino ad ora impostati.





