martedì 30 marzo 2010

Ricerca 4 - Ipercubi

Al fine di leggere i dati presenti nel database, laddove per dati si intende ciò che si rileva da una data realtà di interesse, per scoprire delle correlazioni tra loro, è necessario cercare degli strumenti che ci permettano di fare ciò.
Per ottenere delle informazioni dai dati, bisogna correlarli o per lo meno cercare di farlo, in quanto in questo modo sarà possibile fare delle previsioni.
Scoprire le leggi che regolano il modello matematico che sta sotto ad un fenomeno, è di fondamentale importanza per il supporto alle decisioni, in quanto sapremo distinguere quali dei parametri sono dipendenti e quali indipendenti, e questo rappresenta una chiave di interpretazione importante.
Nello studio della correlazione entrano in gioco un numero molto elevato di variabili, ed è proprio per questo motivo che nasce l’esigenza dell’analisi multidimensionale.
Gli ipercubi multidimensionali sono idonei a rappresentare le informazioni nei sistemi di data warehouse. Gli assi, ortogonali tra loro, del cubo rappresentano le dimensioni di analisi, cioè gli insiemi di elementi che appartengono allo stesso domininio, all’incrocio dei valori di ogni asse si trovano i fatti che sono oggetto dell’analisi. I fatti sono spesso già dati di sintesi estratti dai database operazionali.
Nel caso delle vendite, ad esempio, si possono considerare le dimensioni di analisi data, negozio e prodotto.
Gli elementi dell’ipercubo rappresentano quindi la vendita di un determinato prodotto in una certa data in un particolare negozio. Questo implica quindi che gli ipercubi sono spesso sparsi poiché non sempre un determinato fatto verifica contemporaneamente tutti i valori di ogni dimensione.
I valori della singola dimensione possono essere strutturati sotto forma di gerarchia. Ad esempio se l’asse temporale individua delle date, queste possono essere raggruppate per settimane o mesi, i mesi possono essere a loro volta raggruppati in quadrimestri, e così via fino agli anni, decenni, secoli…
Analogamente la dimensione spaziale può essere strutturata con una gerarchia del tipo strada, quartiere, comune, provincia, regione, nazione… Il tipo di raggruppamento da utilizzare dipende ovviamente dal problema che si sta analizzando.

Operazioni
Per navigare all’interno dell’ipercubo multidimensionale, sono utilizzabili le operazioni di roll-up, drill-down, slice-and-dice e pivoting.
L’operazione di roll-up consente di sintetizzare progressivamente i fatti in base alla gerarchia di valori di una dimensione fino a farla sparire. Nell’esempio delle vendite, rappresentando in una tabella la dimensione temporale sulle righe e i prodotti sulle colonne, si possono raggruppare i dati giornalieri in modo che le nuove righe contengano i totali mensili per ogni prodotto. Raggruppando ulteriormente si può arrivare a comprimere la dimensione temporale ottenendo un’unica riga con le vendite totali.
Quella di drill-down è l’operazione inversa del roll-up. Permette di espandere i dati aggregati ad un certo livello di gerarchia di una dimensione, nei dati più dettagliati del livello gerarchico sottostante. Ad esempio si possono esplodere i dati di vendita mensili in quelli giornalieri.
Slice-and-dice consente di filtrare i dati dell’ipercubo fissando un valore su una dimensione. Quindi per esempio, fissando un negozio lungo la dimensione geografica è possibile ottenere la fetta di cubo che contiene tutte le vendite in ogni giorno di tutti i prodotti venduti in quel determinato negozio. Applicando iterativamente il processo sulle varie dimensioni si arriva a individuare il singolo fatto.
L’operazione di pivoting consente di analizzare le stesse informazioni da prospettive diverse ruotando il cubo lungo una direzione. Se una tabella rappresenta l’andamento delle vendite nel tempo dei prodotti nei negozi, è possibile estrarne una che contenga quanto hanno venduto nei vari anni i singoli negozi per ogni tipologia di prodotto.

Ricerca 4 - Table (Record/Field): Analogie statistiche, generalizzazione delle nozioni di tabella a doppia entrata o tabella di contingenza

Le tabelle possono essere definite costrutti che consentono di disporre i dati rilevati della popolazione oggetto di studio in una struttura di righe e colonne, al fine di rappresentare e organizzare al meglio i dati (sia per informatica che statistica).
Nel linguaggio informatico si definiscono Record le righe di ogni singola tabella: rappresentano una unità elementare su cui si osservano i caratteri oggetto di studio.
I Field coincidono con le colonne del DBMS, in ognuna delle quali è rilevata una variabile oggetto di studio.
La tabella a doppia entrata rappresenta una distribuzione di dati bivariati, cioè che considerano contemporaneamente due variabili di tipo sia qualitativo sia quantitativo, riferite alle stesse unità statistiche.
L’aspetto è quello di una tabella suddivisa rispettivamente per righe e colonne secondo le modalità delle due variabili. All’interno della tabella, ad ogni incrocio delle righe con le colonne, è scritta la frequenza, cioè il numero di unità statistiche che presentano una data modalità di una delle due variabili in combinazione con una data modalità dell’altra.
Talvolta vengono aggiunti i totali di riga o di colonna delle frequenze, chiamati frequenze marginali o distribuzioni marginali , che corrispondono alle frequenze delle variabili singolarmente prese (distrib. frequenza monovariate).

Ricerca 3 - Analogie con i concetti di base di statistica: unità statistiche/caratteri, record/ attributi, ecc.

L’unità statistica è l'unità elementare della popolazione statistica, sulla quale viene rilevata la caratteristica (carattere) oggetto di studio. Può trattarsi di una persona fisica (il censito, il dimesso da un istituto di cura), di una persona giuridica (l'impresa), di un'istituzione (la scuola), di un evento (un matrimonio, una nevicata), ecc.
In un DBMS le righe di ogni singola tabella rappresentano una unità statistica, ovvero le unità elementari su cui si osservano i caratteri oggetto di studio, che, nel linguaggio informatico, si definisce record;
Le colonne di un DBMS (nel linguaggio informatico sono dette anche campi o field) sono le unità minime di informazione e comunque un gruppo di informazioni omogenee che coincidono con il concetto statistico di variabile.
In ogni cella di un database si registra la determinazione del carattere rilevato sull’unità statistica che nel linguaggio informatico è definito dato o misura.
Il carattere è l’aspetto dell’unità statistica sul quale si vuole indagare, le cui manifestazioni sono chiamate modalità. Può essere:
- quantitativo se le modalità sono espresse mediante una grandezza misurabile o numerabile (valore); es. soldi
- qualitativo se le modalità sono espresse mediante espressioni verbali o attributi;
Unità minima di informazione, può quindi essere una lettera, un numero, ovvero una dimensione. Es. colore degli occhi, città ecc.

venerdì 26 marzo 2010

Ricerca 3 - Nozione di normalizzazione

Il termine normalizzazione indica il processo di organizzazione dei dati in un database. Tale processo comprende la creazione di tabelle e la definizione di relazioni tra queste sulla base di regole progettate in modo da proteggere i dati e rendere il database più flessibile tramite l'eliminazione della ridondanza e delle dipendenze incoerenti.
La presenza di dati ridondanti comporta uno spreco di spazio su disco nonché problemi di manutenzione. Se è necessario modificare dati presenti in più posizioni, la modifica deve essere effettuata secondo le stesse modalità in tutte le posizioni. È ad esempio più agevole implementare una modifica relativa all'indirizzo di un cliente se tale dato è memorizzato solo nella tabella Clienti.
Che cos'è una "dipendenza incoerente"?
Mentre è intuitivo per un utente cercare nella tabella Clienti l'indirizzo di un cliente specifico, può non avere senso cercare in tale tabella informazioni sullo stipendio del dipendente che segue quel cliente. Le informazioni sullo stipendio sono correlate al dipendente o dipendono da questo, pertanto devono essere spostate nella tabella Dipendenti. Le dipendenze incoerenti possono rendere difficoltoso l'accesso ai dati, in quanto il percorso per la ricerca dei dati può risultare mancante o danneggiato.

giovedì 25 marzo 2010

Ricerca 2 - Speardsheet e DBMS differenze e analogie. Principali programmi Spreadsheet e DBMS.

I fogli di calcolo automatizzati offrono un gran numero di funzionalità per il calcolo e la creazione di grafici, per la visualizzazione e la modifica di dati tabulari. Possono inoltre essere utilizzati efficacemente per memorizzare elenchi di informazioni, ad esempio elenchi di indirizzi o inventari. Tuttavia, man mano che i requisiti degli elenchi crescono in complessità, può diventare difficile gestire i dati in un foglio di calcolo. Un'applicazione di database relazionali è più adatta alla creazione e all'utilizzo di elenchi complessi e offre strumenti più potenti per l'immissione, l'organizzazione, la gestione e il recupero dei dati. Per database relazionale si intende un tipo di database in cui le informazioni sono memorizzate in tabelle che possono essere messe in relazione tra loro. Fare la scelta giusta non è facile se si desidera accedere e aggiornare le informazioni con il massimo delle prestazioni e della precisione.

Analogie e Differenze

Database e fogli di calcolo presentano molte somiglianze. Entrambe le applicazioni, infatti, consentono di:

- Eseguire query per ordinare e filtrare i dati.

- Eseguire calcoli complessi per ottenere le informazioni desiderate.

- Utilizzare visualizzazioni Tabella pivot e Grafico pivot per gestire i dati in modo interattivo.

- Generare rapporti sui dati e visualizzarli in più formati.

- Creare pagine Web per visualizzare i dati nel formato di sola lettura oppure per accedervi in un formato aggiornabile.

Entrambe le applicazioni organizzano i dati in colonne, dette anche campi, in cui viene memorizzato un determinato tipo di informazione o tipo di dati, che costituisce la caratteristica di un campo. In un campo con tipo di dati "testo", ad esempio, è possibile memorizzare dati costituiti da testo o numeri, ma in un campo "numerico" è possibile memorizzare solo dati numerici.

La cella superiore di ogni colonna viene utilizzata per assegnare un'etichetta alla colonna. Una differenza a livello terminologico è rappresentata dal fatto che la riga nel foglio di dati è chiamata record nel database.

Excel, tuttavia, non è un sistema di gestione di database, ma un foglio di calcolo che consente di memorizzare informazioni in righe e colonne di celle dette fogli di lavoro. Viceversa, in Access i dati vengono memorizzati in tabelle molto simili ai fogli di lavoro, ma progettate per l'esecuzione di query complesse in relazione ai dati memorizzati in altre tabelle e posizioni, nonché in campi di altre tabelle.

Il Foglio di Calcolo, inoltre, ha una capacità di memorizzazione dei dati limitata, a differenza del DB che ha capacità di memorizzare dati limitata solo dalla ampiezza della memoria del computer.

Pertanto, sebbene entrambe le applicazioni siano ottime per la gestione dei dati, ognuna presenta vantaggi specifici, a seconda del tipo di dati che si desidera gestire e delle operazioni da eseguire con i dati.

Scegliere l'applicazione da utilizzare

Per scegliere l'applicazione ideale per la memorizzazione dei dati, è necessario sapere se i dati sono o meno di tipo relazionale, ovvero se i dati possono essere o meno memorizzati in una singola tabella o foglio dati. I dati contenuti in una singola pagina o foglio sono detti dati lineari o non relazionali. L'elenco relativo al personale ne è un esempio. Non avrebbe senso memorizzare il cognome di un impiegato in una tabella diversa da quella che ne contiene il nome. I dati contenuti in ogni colonna consentono di descrivere la stessa identità, ovvero il dipendente.

Al contrario, se la tabella o il foglio di lavoro relativo al personale contenesse una serie di colonne con nomi simili, ad esempio Computer1, Computer2 e Computer3, i dati sarebbero di tipo relazionale e andrebbero memorizzarti in più tabelle. A tale scopo, sarà necessario utilizzare un'applicazione di database relazionali, ad esempio Access. In un database relazionale, ogni tabella contiene essenzialmente le informazioni su un unico tipo di dati, ad esempio impiegati, computer, eventi, prodotti oppure ordini. Se si ha la necessità di disporre di un database relazionale, significa che è stata individuata una relazione uno a molti all'interno dei dati, cioè una associazione fra due tabelle in cui il valore della chiave primaria di ogni record della tabella primaria corrisponde al valore del campo o dei campi corrispondenti di molti record nella tabella collegata.

Ad esempio, se si utilizza un database con gli ordini dei clienti, una tabella conterrà i nomi dei clienti mentre un'altra ne conterrà gli ordini. E' bene tenere presente che a un singolo cliente possono corrispondere diversi ordini. Potrebbe inoltre essere necessario utilizzare un'altra tabella per i dettagli dell'ordine, in quanto ogni ordine potrebbe presentare più articoli di una stessa linea. I dati relazionali vengono memorizzati meglio in un database perchè in grado di soddisfare l'esigenza di utilizzare più tabelle correlate.

Esiste una correlazione diretta tra le dimensioni dei dati e la difficoltà di organizzarli in modo efficiente. Maggiore è la quantità di dati conservata, più numerosi saranno i vantaggi derivanti dalla loro memorizzazione in più tabelle di un database. Per consentire di gestire e conservare i dati in modo accurato, i database dispongono di identificatori univoci.

Nel database la chiave primaria viene utilizzata per collegare una tabella alle chiavi esterne di altre tabelle. Una chiave primaria non consente valori nulli e deve sempre avere un indice univoco. La chiave primaria è raffigurata da un’icona a forma di chiave visibile nella visualizzazione struttura della tabella, ed identifica in modo univoco ogni record.

Gli identificatori univoci consentono di preservare l'integrità dei dati e fanno sì che due righe, o record, non contengano gli stessi dati. Essi consentono inoltre di recuperare in modo rapido i dati durante le ricerche o l'ordinamento.

Nel foglio di calcolo ogni riga è numerata e ogni colonna è contrassegnata da una lettera, in modo che ogni cella o intervallo di celle disponga di un riferimento univoco che non svolge, però, la stessa funzione della chiave primaria in quanto non preserva l'integrità dei dati.

Quando utilizzare il database

Utilizzare il database quando:

È necessario utilizzare più tabelle per memorizzare i dati.

  • A un gruppo di dati originariamente lineari o non relazionali potrebbe essere necessario aggiungere più tabelle in un momento successivo. Ad esempio, se si desidera registrare informazioni sui clienti, quali nomi e cognomi, indirizzi e numeri di telefono, ma si ritiene che queste informazioni potrebbero aumentare per includere azioni intraprese dai clienti, ad esempio gli ordini, è consigliabile valutare l'opportunità di memorizzare i dati in Access.
  • Si ha la necessità di conservare una grande quantità di dati, ovvero migliaia di voci. Se, ad esempio, si lavora in una grande azienda, per memorizzare le informazioni sul personale è consigliabile utilizzare un database.
  • I dati conservati sono principalmente di tipo testo.
  • Si utilizzano più database esterni per derivare e analizzare i dati necessari.
  • È necessario mantenere la connessione a un grande database esterno.
  • Si desidera eseguire query complesse.

Quando utilizzare il foglio di calcolo

Utilizzare il foglio di calcolo quando:

  • È necessaria una visualizzazione lineare o non relazionale dei dati, ovvero non si ha l'esigenza mettere in relazione più tabelle. Ciò è particolarmente vero quando i dati sono per la maggior parte numerici, ad esempio nel caso in cui si desideri gestire un bilancio finanziario per un determinato anno.
  • Si desidera eseguire principalmente calcoli e confronti statistici sui dati, ad esempio per visualizzare un'analisi costi/benefici nel bilancio dell'azienda.

Principali programmi Spreadsheet

L'invenzione del foglio elettronico si deve a Dan Bricklin che trasformò la sua idea in VisiCalc, il primo foglio elettronico, nonchè la "Killer application" che trasformò il personale comunpter da hobby per appassionati di computer in strumento di lavoro.

Uno dei più popolari fogli elettronici è stato Lotus 1-2-3, che ai tempi del sistema operativo DOS era una delle applicazioni più utilizzate negli uffici. Il ritardo da parte di Lots Software nel produrre una versione per Windows giocò a favore di Microsoft Excel, che è oggi il foglo elettronico più diffuso.

Tra i software più diffusi nel mondo dei fogli elettronici, possiamo citare:

  • Microsoft Excel, incluso nella suite commerciale Microsoft Office;
  • OpenOffice.org Calc, incluso nel pacchetto libero OpenOffice.org;
  • Gnumeric, nato per Linux dal progetto Gnome è anch'esso software libero;
  • KSpread è il foglio elettronico di KOffice, la suite office di KDE;
  • Google Docs, da 10 ottobre 2006 rappresenta il primo tentativo di creare un servizio web grautitamente accessibile al pubblico per la produzione di fogli elettronici;
  • NeoOffice, open source, installabile su sistema operativo Macintosh;
  • Apple Numbers, per Machintosh, fa parte del pacchetto iWork di Apple;
  • Super Calc 3D.

Principali programmi DBMS

- Microsoft SQLServer 2008 offre una piattaforma dati affidabile, produttiva ed efficiente per eseguire le più esigenti applicazioni, abbattere i tempi e costi di sviluppo e di gestione di applicazioni e fornire informazioni traducibili in azioni a tutti i livelli dell’organizzazione. SQL Server è alla base di BI software, ossia di Business Intelligence software come il Data Warehouse (archiviazione e immagazzinamento) utile per produrre relazioni e analisi all’interno di un’organizzazione.
- Nasce come SyBase SQL Server, nel 1996 prende il nome di Adaptive Server Enterprise. Viene utilizzato specialemente per l’allocazione dinamica della memoria, su piattaforme che offrono servizi Java, Xml, SSL.
- MySQL è un DBMS relazionale inserito nella piattaforma LAMP, acronimo di Linux, Apache, MySQL, Php. Serve per la creazione di siti e applicazioni Web dinamiche. I siti di Wikipedia sono gestiti dal software MediaWiki che è basato su un database MySQL.

- Microsoft Access. Prodotto dalla Microsoft, è il più diffuso sistema di gestione di basi di dati per l’ambiente Microsoft Windows. Si può usare in due modalità: come gestore dei basi dati autonomo su pc e come interfaccia verso altri sistemi. Un esempio di modalità come interfaccia è servirsi di Access come strumento che permette di evitare di scrivere in SQL, in quanto acquisisce schemi e semplici interrogazioni tramite una rappresentazione grafica facilmente comprensibile; questi input vengono tradotti in comandi SQL in modo trasparente.
- Oracle. DBMS che ha la funzione di control files, per il suo corretto funzionamento e quella di archivio delle transazioni. Memorizza i dati sia logicamente che sotto forma di file

lunedì 15 marzo 2010

Ricerca 2 - Prodotti proprietari e prodotti open source. Approcci commerciali dei due mondi.

Le differenze

Ultimamente si sente parlare molto di software libero e di software open source, anche su giornali e riviste non specialistiche, ma quanti di noi conoscono la differenza di questi due tipi di software tra di loro e rispetto al software proprietario? Vediamo di fare un po' di luce.
Il software proprietario
è un software di cui riproduzione, modifica, distribuzione e utilizzo sono vincolate a una richiesta di permesso o addirittura categoricamente proibite. Molto spesso il codice del software proprietario non è reso pubblico proprio per ostacolare chi volesse violare le clausole che lo proteggono e leggi ben precise ne impediscono la ridistribuzione.
Il software libero
è invece un software non sottoposto ad alcun vincolo, lasciando così l'utente libero di farne ciò che desidera. Il concetto di software libero è nato nel 1984 quando Richard Stallman, allora al MIT, decise di voler provare a creare, assieme ad altre persone, un sistema operativo del tutto libero. Secondo Stallman ci sono quattro libertà fondamentali dell'utente, che egli enumera così:
• la libertà 0
è la libertà di eseguire il software, per qualsiasi scopo;
• la libertà 1
è la libertà di poter studiare e modificare il software, di poterlo controllare per fargli fare ciò che all'utente serve che faccia;
• la libertà 2
è la libertà di poter liberamente ridistribuire il software a chiunque ne abbia necessità, la libertà cioè di poter aiutare il prossimo;
• la libertà 3
è la libertà di migliorare il software e di rendere disponibile a tutta la società la versione contenente tali migliorie.
Per garantire e proteggere queste libertà da lui considerate imprescindibili, Stallman ha anche dato il via al progetto GNU con le varie licenze ad esso connesse, come per esempio la GPL (General Public License). Come si vede, la filosofia dietro al software libero si basa principalmente su basi etiche e sociali, lo scopo è quello di avere la maggiore libertà possibile: non solo libertà di scelta tra software proprietario e software non proprietario ma la libertà fondamentale di poter conoscere, controllare e modificare il software e, soprattutto, di poter far sì che tutta la società possa beneficiarne.
Nel 1998 è cominciata a circolare la definizione di software open source, che spesso viene ritenuto sinonimo di "software libero". Che non sia così lo si capisce perfettamente guardando i due differenti approcci e le due filosofie che sottostanno ad essi. La cosa importante per gli sviluppatori open source è che il codice sorgente sia conosciuto, ma se anche questo dovesse incorporare parti di codice proprietario ciò viene tollerato senza problemi, basta che anche quel codice sia "aperto" (e cioè pubblico) - per esempio il sistema TiVo, pur basandosi su un sistema operativo Linux e perciò open source, contiene comunque parti di codice proprietario e cioè il client stesso, che la TiVo Inc. definisce come "NOT in the public domain, and the terms of the GPL do NOT apply to that application" ["NON nel pubblico dominio e i termini della GPL NON valgono per tale applicazione"]. Si vede perciò come a fronte di un approccio sociale come quello del progetto GNU, l'open source sia più un approccio metodologico che non approfondisce problemi etici o di libertà fondamentali: ciò che gli sviluppatori open source sostengono è che la disponibilità del codice sorgente permetterà di modificarlo e migliorarlo in modo più rapido, ma il concetto di libertà resta del tutto alieno al loro punto di vista. I due movimenti, open source e software libero, convivono pacificamente e hanno anche spesso collaborato ma sono senza dubbio due realtà ben diverse.

lunedì 1 marzo 2010

Ricerca 1 - Riflessioni sulle cause che hanno provocato il calo delle iscrizion all'Università in Italia

bivioLa crisi galoppante, il calo demografico, la corruzione della classe politica, tutte queste possono essere considerate cause del calo delle iscrizioni Universitarie. Ma, dal canto loro, gli istituti universitari fanno abbastanza per far si che mondo del lavoro e corsi di studi si incontrino (e soprattutto interagiscano tra loro)?

Ecco alcuni dati sui quali riflettere.

Il sito dell'Università La Sapienza di Roma ha rilevato che per l'annualità 2009/2010 gli iscritti al primo anno sono in totale 32.649, che si vanno ad aggiungere ai 103.277 iscritti agli anni successivi al primo, per un totale di 135.926.
Confrontando i dati relativi all'annualità precedente si evidenzia un calo nel numero degli studenti del primo anno pari a 3.283 unità, che diventano 9.111 studenti in meno rispetto al numero totale degli iscritti.

In particolare, considerando la sola facoltà di Scienze della Comunicazione il trend negativo del numero degli iscritti al primo anno risulta essere pari a circa 300 unità di studenti in meno, dati rilevabili dal confronto delle annualità 2008/2009 e 2009/2010.

Dai dati diffusi dal MIUR, non ancora completi perchè risalgono al mese di novembre, sembra che nell'anno accademico 2008/2009 le immatricolazioni nei corsi di laurea siano diminuite rispetto all'anno precedente del 2,39% a livello nazionale.

A questo punto ci si può chiedere a cosa si può ricondurre il fenomeno.
Un primo aspetto da considerare è il prestigio perso dalla Università italiana nel corso degli ultimi decenni, in parte a causa delle tare ataviche che non hanno alcun senso di esistere in una società moderna qual è la nostra.
Ma tra le fattispecie che non si può fare a meno di prendere in considerazione deve essere annoverata la crisi economica strisciante che ha colpito l’Italia nel corso degli ultimi anni.
E' indubbio che le famiglie di reddito medio/basso, che costituiscono una parte significativa della popolazione universitaria italiana, hanno risentito in misura maggiore di questa crisi. Checchè ne dicano i politici, l’inflazione in Italia non è quella indicata dall’Istat: ogni famiglia percepisce gli aumenti in modo diverso a seconda del proprio reddito. Per le famiglie di reddito medio-basso i beni alimentari, quelli di consumo quotidiano e il costo dei carburanti hanno un impatto enorme nel bilancio familiare… e sono proprio questi beni quelli che hanno avuto gli aumenti maggiori da alcuni anni a questa parte!
L’aumento di queste spese ha alterato inevitabilmente l’equilibrio del bilancio familiare nei redditi più bassi, intaccando in modo evidente la disponibilità a sostenere le spese che l’esperienza universitaria comporta: tasse e contributi richiesti dagli atenei, spese di trasporto, costo dei libri, affitto di alloggi per i fuorisede, costo per il sostentamento, ecc.
In effetti questo calo di immatricolazioni si è manifestato in misura maggiore proprio nelle aree economicamente più depresse, dove è maggiore la percentuale di famiglie a reddito medio-basso.
A questo punto, con la crisi internazionale che è sopraggiunta, vedremo quali saranno gli sviluppi. La maggiore precarietà e difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro porteranno ad un aumento delle iscrizioni universitarie? L’Università verrà vista come un parcheggio per i disoccupati in cerca di lavoro oppure rappresenterà la possibilità di affrancarsi da una situazione economica disagiata?

Il calo delle iscrizioni all'Università non è solo un problema romano, e tantomeno italiano, tanto che in Francia il tema è affrontato sia dalla stampa che a livello istituzionale. Il Presidente Sarkozy propone di favorire l'accesso agli studi universitari da parte degli studenti meritevoli ma poveri, appartenenti alle classi sociali meno agiate, segno che anche il fattore economico, dopo il boom delle iscrizioni del 2000, torna ad avere un peso significativo nella formazione della classe dirigente del Paese.

La pensa così anche Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari, che afferma "La preoccupazione del legislatore nel soffocare il sistema universitario di continue riforme senza pensare al diritto allo studio e alla condizione in cui versa la comunità studentesca, soprattutto delle fasce più deboli comporta oggi, in piena crisi economica, un forte problema sociale nel proseguimento degli studi e nel conseguimento della laurea da parte, in particolar modo, dei capaci e meritevoli anche se privi di mezzi che non hanno lo studio del padre pronto per ospitarli”.

Ovviamente la riflessione richiede l'apporto di ulteriori elementi valutativi affinchè l'analisi possa essere approfondita e si possa offrire come elemento di discussione. Ma già da questi primi dati emersi ritengo si evincano spunti sufficienti per sollecitare l'attenzione del lettore verso le politiche poste in essere dagli organi preposti al governo della nazione affinchè lo studio non diventi appannaggio esclusivo di quanti hanno i mezzi economici, e solo quelli, per accedere ai corsi di studi, livellando, in questo modo, verso il basso tutta la società italiana.


Monica